
categoria:politica, ahmadinejad, iran, politica internazionale

LA CASSAZIONE CONFERMA LA VITTORIA DELL'UNIONE

Grazie a Walter Leoni



Un abbraccio forte a Walter Leoni per l'omaggio satirico e, ovviamente, un abbraccio ancor più forte al professor Prodi
. E’ una tornata elettorale veramente iMportante quella di domani, state attenti, non sbagliate.


, al solito, mi ha preceduto. Per cui mentre scrivevo la mia arringa finale mi sono imbattuto nello scritto qui in basso che, oltre a essere migliore, mi ha permesso di risparmiare un po’ di fatica essendo totalmente sulla stessa cortezza d’onda delle mie considerazioni.
di buon governo
ce la mandi buona.Mi rimetto a Giulianone Ferrara...
NO PEDAGOGHI. NO PERBENE.
Un governo che fa ridere meglio di un potere che fa sbadigliare
Ci criticano perché siamo amorali, perché pensiamo che la politica possa e debba essere divertente, e intanto potrebbe verificarsi una tragedia. A un governo senza potere potrebbe subentrare un potere senza governo. Non un regime, ben s’intenda, ma un potere senza trucco, tacchi e cotonatura, e invece pallido, mal rasato, bofonchione, inconcludente come l’altro ma in più noioso e impiccione. Lo portano sugli scudi orde di giornalisti organizzati in lotta per i loro diritti, intellettuali atei militanti e spesso bigami, schiere di ragazze che credono nella funzione sociale della donna e soprattutto della lettrice di Repubblica, armate di ragionieri che compilano agende Tafazzi e si sconvolgono per una cifra fuori posto nel bilancio dello stato, banchieri di sinistra, profie e prof che leggono compulsivamente Houellebecq e Lidia Ravera, clericali di Reggio Emilia che vietano le merendine ma offrono donazioni esentasse ad personam ai loro bambini cresciuti, comunisti riformisti che hanno dimenticato il sapore dolciastro dei bimbi bolliti e sognano l’Africa, cineasti pensosi del destino antropologico del paese, imprenditori con la pochette a tre punte, insomma un branco di splendidi coglioni che votano orgogliosamente e moralisticamente contro il proprio interesse, per farsi belli con la stampa estera.
La politica divertente non è solo la descrizione del governo Prodi fatta in tv dal Cav., con D’Alema vestito da marinaretto sullo sfondo; non è solo la promessa abolizione dell’Ici con annesso un fantastico “avete capito bene”; non è solo la sequenza infinita di sketch & gaffe che fanno sobbalzare le anime belle e i cuori rispettabili: la politica divertente, che non si nutre di perbenismo, è il gesto minimal, una carismatica cafonaggine, il populismo democratico che ti toglie l’incomodo della boria oligarchica e della seriosità parruccona, il tutto corredato da una punta di aristocratica sprezzatura. Certo, in questi cinque anni nel divertente abbiamo cercato quel che non abbiamo trovato, cioè il serio non pedagogico, un effetto di trascinamento culturale che potesse cambiare non si dica l’incambiabile Italia ma qualche inamabile abitudine fattasi ultraviziosa. Specie l’abitudine a edulcorare il linguaggio, a non dare alle cose il loro nome proprio, a costruirsi una realtà ideale senza adeguamento dell’intelletto alla cosa: sia quando si parli di aborto e di Dio sia quando si parli di precariato e mercato sia quando ci si comporti in modo evangelico sia quando si pecchi sia quando si giochi agli antimoderni sia quando si festeggi l’elemento pop della vita.
Cercare quel che non si trova, fallire felicemente, è il gioco più bello dell’esistenza. Questi qui che minacciano di arrivare, invece, trovano prima ancora di cercare tutte le idee giuste e ricevute, tutti i nobili figuranti di una bella professione, la politica, avvilita a un percorso senza movimento, senza rischio, senza dolore e dunque senza piacere. Al potere la gente che ha sbagliato l’11 settembre. Che ha convocato le tristi adunate della Cgil contro le idee di un Marco Biagi. Che voleva e vuole inondarci di diritti indifferenti come i loro desideri. Ma che spettabile tristezza, che malinconia, che mesto sbadiglio.
Qualche giorno fa su Raitre un formidabile gigione napoletano, il democristo e socialista Gianfranco Rotondi, ha enunciato il più preciso teorema comico di questa campagna elettorale: “Noi abbiamo governato una schifezza, forse, ma certamente questi promettono di far di peggio”. Ohibò! E che volete di più dalla vita? Questa si chiama autocoscienza della storia in movimento, questa è filosofia liberale in atto e in divenire, questa è una mezza verità superiore alle mezze bugie della serietà al governo. Dovesse succedere l’irreparabile, con il trionfo del ceto politico che annoia, noi che ridendo abbiamo castigato tanti costumi e rotto i coglioni a tanta gente con le nostre idee pesanti ma ironiche sulla vita, promettiamo per il dopo di comportarci bene. Sempre gravi, mai seri.

L'ORRORE...L'ORRORE...

PARTITO PIU' VICINO: UDEUR
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